Tasse sui giochi: dalle VLT circa 2,5 milioni all’Erario

Le vincite ottenute dagli scommettitori per ogni tipologia di gioco, in Italia come nel resto del mondo, è soggetta a un prelievo fiscale o, se preferite, ad una tassa; la cosiddetta “tassa sulle vincite“. Mensilmente nelle casse dello Stato giungono liquidi freschi derivati appunto dal prelievo che l’Erario effettua su tutti i giochi a disposizione degli italiani nel vastissimo universo del gaming nazionale. Per ogni differente concorso o terminale questo prelievo assume caratteristiche proprie e le percentuali, così come la soglia del valore tassabile delle vincite varia anche considerevolmente a seconda delle specifiche tecniche di ogni esperienza ludica.

Per esempio, i giochi che mettono in palio un vitalizio (WinForLife, WinForLife Gold e alcuni tipi di Gratta e Vinci) la tassa si applica al premio nominale, ovvero al capitale che il concessionaria versa a una società assicurativa che poi viene incaricata, nell’arco dei 20 o 30 anni, di corrispondere la rendita.

In parole povere, lo Stato percepisce subito l’intero gettito, anche se su un capitale in media il 15-20% inferiore alla somma delle rendite; la tassa poi viene spalmata sui singoli accrediti al vincitore, accrediti che appunto vengono decurtati del 6% sulla parte eccedente i 500 euro. Il WinForLife, di conseguenza, con i tre vitalizi classici centrati a gennaio, ha pagato un’imposta di circa 215mila euro. A ciò vanno aggiunti i premi speciali allegati, ossìa i vitalizi garantiti dal concorso, pari a 1 milione di euro ciascuno, che tradotti in vincite hanno garantito un gettito di ulteriori 180mila euro a cui si aggiungono altri 60 mila di premi ordinari (cioè il 3,6% dei 12,4 milioni di euro di montepremi complessivo di gennaio).

Accanto a questi troviamo il Superenalotto che, abbinato alla versione speciale de il SiVinceTutto, ha ha garantito un gettito di poco inferiore ai 750mila euro con lo Stato che ha incassato circa l’1,6% complessivo sulle vincite che hanno toccato quota 46,7 milioni.

E poi ancora il Gratta e Vinci il cui montepremi complessivo di gennaio si aggira attorno ai 600 milioni di euro, per una cifra che comprende sia i premi classici, sia l’importo nominale dei vitalizi. Secondo le stime riportate dall’agenzia giornalistica Agicos, la tassazione riguarderebbe circa il 6-8% del montepremi, una fetta composta però da vincite che vanno dai 700 euro ai 5 milioni.

Complessivamente la tassa a gennaio garantirà circa 2,5-3 milioni di euro, vale a dire che lo Stato incasserà lo 0,5% circa dei premi. L’Erario ha comunque percepito entrate anche delle vincite delle videolottery, prima che il Tar il 13 gennaio ne sospendesse in via cautelare la tassazione. In questo caso il gettito si può stimare attorno ai 2 milioni di euro.

 

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