Sapar chiede la sospensione del Preu agli apparecchi delle zone terremotate

A seguito dei tragici eventi tellurici che hanno coinvolto in particolare la regione dell’Emilia Romagna, Sapar (Sezione apparecchi per le pubbliche attrazioni ricreative) è intervenuta per richiedere la sospensione del pagamento del Preu (prelievo fiscale) relativo agli apparecchi installati in locali dichiarati inagibili.

Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale contenente la richiesta.

“Le imprese con attività nelle zone terremotate hanno segnalato all’Associazione che, in molti casi, non è possibile operare la raccolta delle somme maturate a titolo di imposta (PREU), perché le stesse sono contenute di fatto all’interno degli apparecchi da gioco presso i pubblici esercizi, spesso inagibili o interessati da crolli”. E’ quanto scrive la Sapar in una lettera inviata al Presidente del Consiglio, al Ministro per lo Sviluppo Economico, ai vertici di AAMS e ai concessionari, con la quale si richiede la sospensione del pagamento del Preu relativo agli apparecchi installati in locali dichiarati inagibili. “A seguito di tale situazione l’obbligo del pagamento dell’imposta nei termini previsti, in assenza del materiale incasso delle somme, si configura come un ulteriore danno per le imprese che si vedono costrette, oltre a rinunciare ai propri ricavi, anche a dover far fronte ai pagamenti verso l’Erario mediante accesso al credito bancario con notevole aggravio economico” fa sapere l’associazione. In considerazione “della gravità ed eccezionalità della situazione” Sapar chiede alle istituzioni cui si è rivolta, “un autorevole e immediato intervento finalizzato a concedere una proroga dei termini di pagamento delle prossime scadenze fiscali relative al Prelievo Erariale Unico riferito agli apparecchi che alla data del 20 maggio 2012 risultavano essere collocati presso i comuni delle province di Ferrara, Modena, Bologna e Mantova, al momento maggiormente interessate dall’evento sismico. Sapar chiede pertanto di “intervenire in tempi brevi per evitare che gli enormi danni previsti e segnalati possano concretizzarsi”.

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