Preu al 4% a partire dal 1° gennaio: futuro incerto per le VLT

Non saranno destinati a placarsi in tempi brevi i malumori sorti dopo l’intervento dei giorni scorsi del Direttore Generale di AAMS, Raffaele Ferrara, presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati di Roma.
Quanto espresso dal Direttore Ferrara durante la presentazione di alcune iniziative che i Monopoli dello Stato saranno costretti ad adottare per gli anni a venire per adeguarsi al DL 138, meglio noto come “manovra bis”, ha già scatenato le reazioni degli operatori dei settori Videolottery, Slot e Lotterie (Superenalotto e Gratta e Vinci).

VIDEOLOTTERY. Per quanto riguarda le VLT l’argomento di discussione principale sono state le percentuali di Preu (Prelievo Erariale Unico) previste per il prossimo anno e per il 2013, “un compito affidato dalla manovra bis ad AAMS – ha commentato Ferrara – di un peso tale da stupire anche noi e un impegno da prendere peraltro in tempi ristrettissimi”.

Attualmente il Preu sui terminali introdotti sul mercato a fine 2009 è pari al 2%. L’annuncio di AAMS, a questo proposito, è stato accolto dagli operatori di mercato (produttori, concessionari e distributori) come allarmante: la percentuale del Prelievo passerà infatti dai 2 punti percentuali direttamente al 4% nell’arco di pochi mesi, ossìa a partire dal 1° gennaio del 2012.

A “saltare” letteralmente è quindi l’aumento graduale del PREU che, secondo le prime intenzioni, sarebbe dovuto passare dal 2% per cento attuale al 3% del 2012, per stabilizzarsi al 4% dal 2013 (quando il parco macchine installato sarà a completo regime), anno in cui, con le nuove direttive della Manovra, il prelievo dell’Erario si attesterà invece 4,5 punti percentuali.

Aggiungendo il fatto che sulle vincite superiori ai 500 euro verrà applicata una addizionale del Preu pari al 6%, le prospettive di guadagno per il comparto, si vedono ridotte considerevolmente.

PERCHE’ SI INCASSERA’ DI MENO. Gli operatori, sulla base di queste direttive, intravedono all’orizzonte un periodo molto travagliato. Stando alle prime dichiarazioni le drastiche misure potrebbero portare addirittura ad un blocco del mercato, ovvero all’interruzione delle operazioni di installazione delle macchine rimanenti sulle 57.000 totali previste, per le quali le società concessionarie di rete hanno già versato allo Stato 850 milioni di euro.

Ma non finisce qui. Non si può infatti trascurare che i terminali VLT garantiscono al giocatore un payout (ridistribuzione in vincite) del 91%, che corrisponde ad una percentuale sia più alta di quella minima stabilita dalla legge (85%) che più alta di quella degli altri apparecchi di gioco. Oltre a ciò sul netto rimanente vanno anche applicati il canone di concessione da versare ad AAMS pari allo 0,8% e il versamento da effettuare a titolo di connessione di rete (dall’1 all’1,5 %), ai quali si aggiunge la una tantum di 15.000 euro che i concessionari hanno versato per l’installazione.

Portando il Preu al 4% è facile comprendere come il margine di profitto da spartire tra i concessionari e i gestori delle sale da gioco si riduca veramente all’osso, in numeri il 2,7% della raccolta totale iniziale. Con l’impossibilità di intraprendere la via dell’abbassamento del payout delle vincite per non veder crollare l’appeal che le Videolotteries esercitano oggi sui giocatori, il futuro, con questo tipo di provvedimento, potrebbe rivelarsi a tinte più che fosche per un settore nato e cresciuto sotto i migliori auspici.

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