Quadro sul poker italiano alla presentazione di Candio

Enada Roma 2011, la manifestazione dedicata al mondo dei giochi e dell’intrattenimento, anche quest’anno ha chiuso i battenti, ma ciò di cui si è discusso all’interno dell’evento siamo certi farà ancora molto parlare di sé.

Durante un incontro incentrato sui temi legati al complesso mondo del poker (live, online e cash) protagonisti assoluti sono stati Microgame, Scommessitalia Srl, dal 2005 concessionario di raccolta del gioco online che, grazie alla concessione di AAMS e del Ministero  delle Finanze gestisce scommesse sportive a quota fissa e servizi di gioco via internet sul sito Scommesseitalia.it, ed il team pro di pokeristi guidati dal neo-acquisto e uomo di punta Filippo Candio, 27enne originario di Cagliari e noto al pubblico di appassionati anche come “Drive on”.

Alla conferenza promossa per dare vita a un sano confronto sulla condizione attuale del poker italiano e non, erano presenti, tra gli altri, il presidente di Microgame (e quindi anche di People’s Poker), Fabrizio D’Aloia e il Presidente di Italian Rounders, Domenico Tresa. “People’s – ha affermato D’Aloia – sia nel live che nell’online ha ormai raggiunto un livello di eccellenza da non essere secondo a nessuno anche da sempre i due mondi live e online sono stati giustamente considerati come due facce della stessa medaglia. People’s Poker tour è perciò un circuito che per motivi normativi si è sviluppato all’estero, ma la nostra intenzione è oggi quella di farlo rientrare anche sul territorio italiano, dove è nato e dove vorremmo tornasse”.

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A presentare i numeri della sua società è intervenuto Domenico Tresa: “Italian rounders ha intrapreso una strada che lo sta portando a promuovere il gioco in ambito live tramite un network/associazioni (unica forma legale)  che vanta oggi 35mila iscritti registrati, per la maggior parte giocatori mossi dal concetto di community in tutta Italia”. L’intenzione – ha concluso Tresa – è quella di portare all’interno delle sale il concetto di community, ossìa una realtà specializzata che cercherà di portare un modello di business per un settore che sta dando lavoro a molti italiani e che incide in maniera decisiva sull’economia nazionale.

Dopo una introduzione di carattere gestionale e manageriale, il dibattito si è spostato sul piano sportivo. A prender parola è stato il “vip”  di giornata, il campione di poker nostrano, Filippo Candio, che ha espresso, non senza una certa emozione, una serie di importanti concetti esordendo con una risposta a chi sostiene che il poker sia una disciplina in cui sia alta l’incidenza della fortuna. “Il poker per me è al 100 per cento gioco di abilità – ha spiegato Candio -. Io non lo chiamo sport bensì disciplina perché tutti possono giocarci. Un giocatore di poker, poi, non viene considerato su una partita singola, ma sul lungo periodo, un po’ come capita nel calcio”.

D’altronde il progetto che Candio ha sposato si presenta decisamente ambizioso e lodevole: “Esiste un grande muro tra le necessità dei giocatori di poker e le strategie dei manager italiani – ha proseguito il cagliaritano – Il progetto di ScommesseItalia Candio’s Room è quello di abbatterlo; il nostro sogno è creare una nuova casa per tutti i player italiani. Io, per esempio, ho iniziato a 20 anni, con un budget di 50 euro, e da Cagliari sono arrivato a Las Vegas. Sono caduto e mi sono rialzato. Mi piacciono le sfide e quella lanciata da Scommesseitalia è allettante, non solo per me, ma per tutti i pokeristi italiani”.

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