Mostra d’arte al Billions di Roma


Smentendo chi accusa le sale da gioco di non arricchire il patrimonio culturale del paese, di essere interessate unicamente al profitto personale e di sforzarsi solo in tal senso, al Billions di Roma va in scena la mostra dedicata a Fabrizio Clerici(1913-1993), uno dei massimi esponenti della pittura italiana del Novecento.

Addentro nei circoli letterari e artistici di tutta Europa, esposto al MOMA, al Guggenheim, al Museo Puskin, ai Musei Vaticani, al Centre Pompidou, Clerici non fu solo pittore, ma anche scenografo, architetto e fotografo.

Conobbe, e ne fu condizionato, il fondatore del Dadaismo Tristan Tzara, Leonor Fini, Lucio Fontana e Giorgio de Chirico… mentre nei suoi lavori si può leggere l’influenza di Caspar David Friedrich, Arnold Bocklin e Giovanni Battista Piranesi.

Tra le sue opere più famose troviamo: Le Confessioni palermitane, Sonno Romano, Le Krak des Chevaliers, Il Minotauro accusa pubblicamente sua madre (opera che colpì anche Salvador Dalì), La Tromba d’aria e La barca solare (queste ultime due potranno essere ammirate alla mostra).

Ma non solo. Clerici si cimentò anche con lavori dedicati a miraggi, città sepolte, archeologie domestiche e, nelle opere degli anni settanta, il vuoto, come elemento e spazio della memoria, assurse a un ruolo principale (Un istante dopo e Corpus hermeticum).

Traspare, nei suoi lavori, l’inquietudine di un Novecento alienante, xenofobo e avverso, capace di grandi contraddizioni e incertezze.

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