ISTAT: le famiglie spendono meno ma non per i giochi

Dal punto di vista l’esito dell’ultima indagine presentata dall’Istituto nazionale di Statistica (ISTAT) ha dell’allarmante. Dall’ottica degli operatori del settore gioco la lettura non può essere che positiva.

Da quanto emerge dal rapporto, nel periodo 1997-2010 circa il 69% delle famiglie italiane con i livelli di spesa più basse ha modificato la spesa mensile per qualità e quantità di prodottti acquistati, ma hanno mantenuto la spesa media per lotterie, lotto e totocalcio.

Le famiglie meno abbienti nel 1997 spendevano mensilmente per i giochi il 2,7% della spesa non alimentare; il medesimo valore è passato al 2,1% nel 2010: sostanzialmente è invariato.

Era invece del 5,3%, invece, il valore della media di spesa per tempo libero, cultura e giochi di tutte le famiglie italiane nel 1997: questo valore – si legge sempre nel rapporto, nel 2010 è sceso al 4,4%.
All’interno di questo segmento, comunque, il valore relativo al solo settore dei giochi è rimasto sostanzialmente invariato.

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