Gioco pubblico: secondo Benvenuto sono 6 i punti critici

Sono 6, secondo il presidente di Unigioco, Giorgio Benvenuto, i punti critici del Gioco Pubblico che, in Italia, ha fatturato nell’ultimo anno oltre 60 miliardi di euro, restituendone ai giocatori il 70 per cento.

Innanzitutto la questione più urgente da analizzare e risolvere è d tipo istituzionale. <L’AAMS – ha affermato Benvenuto – deve diventare a tutti gli effetti un’Agenzia, così come operano nel settore fiscale con risultati soddisfacenti le altre Agenzie: Entrate, Territorio, Dogane, Demanio. L’AAMS deve essere messa in grado di operare con più agilità e deve essere potenziata nei suoi organici e nella sua presenza nel territorio>.

Il secondo ambito in cui occorre fare chiarezza è di tipo organizzativo. Secondo Benvenuto infatti, nel sistema del «gioco» non ci sarebbe una rappresentanza unitaria dei concessionari. In più ci sarebbero molti concessionari che operano singolarmente scaturendo una feroce competitività, un eccesso di ricorsi legali e molte scorrettezze.

<È invece necessario- spiega il presidente – che si determinino le condizioni per superare l’attuale frammentazione e realizzare associazioni rappresentative che possano essere un naturale e autorevole interlocutore delle istituzioni. Occorre, cioè, favorire forme di aggregazione unitaria degli operatori, dei sindacati di categoria del comparto, dei soggetti a vario titolo presenti nel settore o interessati ai suoi problemi>.

Il terzo nodo è caratterizzato confusione e dall’irrazionalità del sistema fiscale. <Tra le varie tipologie di gioco ci sono differenze di prelievi fiscali, esenzioni ingiustificate sulle vincite per alcuni giochi, mentre per altri c’è un accanimento fiscale; c’è una assoluta irrazionalità delle sanzioni, alcune delle quali sono irragionevoli; c’è un susseguirsi di norme, circolari, regolamenti che alimentano incertezze, conflittualità, evasione, elusione negli operatori e nei concessionari>.

Benvenuto ha poi voluto porre l’attenzione sulla riduzione delle aliquote fiscali sulle vincite e sulla compressione dei costi di esercizio tramite i concessionari che ha comportato un rapporto del 68,5 per cento tra la cifra vinta e le spese lorde per le giocate. Grazie a questo <effetto Laffer> del gettito fiscale gli introiti sono aumentati di 4 volte, l’aliquota fiscale si è ridotta sensibilmente, il gettito è cresciuto quasi del 3 per cento.

Il quarto punto consiste nel valorizzare il collegamento tra le vendite dei biglietti dei concorsi-pronostici, delle scommesse, delle lotterie, delle slot machines e del gioco on line e la destinazione sociale e culturale dei proventi sociali (vedi il Gratta e istituito all’inizio degli anni 90 per costituire il Fondo di solidarietà per la disoccupazione ed il Win for Life per il terremoto dell’Aquila).

Il quinto ambito riguarda, secondo Benvenuto, <l’inserimento tra i compiti della costituenda Agenzia dei Giochi lo studio e le analisi dei fenomeni sociali più allarmanti legati al gioco, con il coinvolgimento diretto degli operatori e dei concessionari, delle fondazioni Onlus e delle Università per affrontare il dilagare delle ludopatie, dell’emarginazione sociale e della lotta all’usura>.

Il presidente di Unigioco sottolinea come la crescita del gioco stia creando una serie di ben noti problemi sociali e dipendenze. <Per questo – spiega – è urgente una normativa che preveda di dotare l’AAMS di mezzi economici e di risorse umane per affrontare e per contrastare le degenerazioni>.

Il sesto punto, in ultimo, è quello di redigere un testo unico che ordini e le numerose norme e i differenti regolamenti che caratterizzano il settore del gioco. <Ci vuole immediatezza, chiarezza, semplicità e conoscibilità delle diverse disposizioni – afferma il presidente. È ora di affrontare e di risolvere i sei punti critici elencati. Purtroppo la mancanza di iniziative propositive caratterizza l’azione di un Governo che guarda al sistema dei giochi come al serbatoio dal quale attingere in maniera disorganica e confusa sempre maggiori risorse. L’AAMS, che dispone di un quadro direttivo e manageriale eccellente, fatica ad operare dovendosi districare tra Magistratura, Consiglio di Stato, Tribunali amministrativi>.

Fare <sistema> sembra essere l’unica strada verso il bene di tutte le parti chiamate in causa.

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