Enada 2012: i numeri del mercato

Si è alzato ieri mattina, a Rimini Fiera, il sipario sulla 24esima edizione della manifestazione di SAPAR dedicata agli apparecchi da gioco ed intrattenimento ENADA PRIMAVERA.

Al taglio del nastro, oltre ai rappresentanti delle 400 aziende presenti tra i padiglioni espositivi, erano presenti per fare gli onori di casa anche il presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali e l’assessore alle Attività Economiche del Comune di Rimini Jamil Sadegholvaad, affiancati dai presidenti di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni e dell’associazione nazionale SAPAR (Sezione Apparecchi per le Pubbliche Attrazioni Ricreative), rappresentata da Raffaele Curcio.

Proprio Curcio, durante la conferenza stampa d’apertura, h voluto sottolineare alcuni concetti chiave. “Di fronte ai fenomeni patologici che coinvolgono il gioco – ha commentato – è importante sottolineare l’inutilità della condanna e della demonizzazione, per prendere atto che l’unica strada efficace da percorrere è la promozione di una cultura della responsabilizzazione centrata su una forma di divertimento sano”. E proprio a questo proposito l’associazione ha avviato una campagna nazionale, “Affinché il gioco rimanga un gioco” per intensificare la prevenzione delle ludopatie e la tutela del giocatore e dei minori.

Ma passiamo ai numeri.

Il turnover 2011 dell’intera industria dei giochi è stato di circa 80 miliardi di euro, con un incremento del 30% rispetto al 2010 (+18,45 miliardi). Di questi 80 miliardi giocati, ben 61,5 sono infatti tornati nelle tasche dei giocatori, cioè una percentuale di vincita media del 77%, con un +7,5% rispetto al 2010.

Il prelievo per imposte è rimasto invariato (8,7 miliardi), mentre quello dei canoni di concessione Aams è aumentato da 310 a 420 milioni.

Il corrispettivo totale alla filiera è salito a 9, 27 miliardi, per un incremento di circa il 10% sull’anno precedente. I dati smentiscono seccamente l’etichetta di Stato biscazziere, perché a fronte di un aumento del 30% del turnover le entrate erariali sono rimaste invariate. Tale considerazione è confermata anche dal fatto che, sempre in relazione all’aumento del 30% della raccolta, la spesa dei giocatori è aumentata solo del 5,5%.

La crescita del turnover è dovuta in gran parte ai nuovi giochi: VLT (quasi 15 miliardi di turnover), cash games e casino games su internet che vantano il prelievo erariale più basso e le percentuali di vincita più elevate.

 

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