Elezioni 2013: i politici del gioco, chi va e chi resta

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L’esito delle Elezioni politche 2013 è stato seguito da vicino non solo dall’elettorato e dai protagonisti in campo, ma con trepidazione anche dai settori econimici italiani che da quel risultato vedono dipendere molto del loro futuro.

E sebbene ancora sia tutt’altro che chiaro lo scenario che si prospetterà per il governo della nazione, si può sicuramente fare un bilancio di quei politici e dei rispettivi schieramenti che in passato hanno sostenuto o rifiutato la causa del gioco legale in Italia, che d’ora in poi si ritroveranno ancora in Parlamento oppure a casa senza possibilià di rientro.

BOCCIATI. Tra I decani del parlamento italiano che rimarranno senza un posto nell’emiciclo, ma con liquidazioni e pensioni d’oro troviamo: Antonio di Pietro, che molte volte si era opposto al gioco considerato un’indecenza e poponendo a più riprese un forte innalzamento dell’aliquota sul prelievo erariale (Preu) sugli apparecchi;

Antonio Ingroia che aveva auspicato più fondi per la cura delle patologie legate al gioco;

Emanuela Baio della lista Monti che si preannunciava come una delle più agguerrite alla lotta al gioco patologico;

Giampiero Zinzi che aveva presentato dei decreti legge sui casinò;

Maurizio Del Tenno, Pdl Lombardia, fautore di alcuni emendamenti e disegni di legge sul gioco;

Gerardo Soglia (Grande Sud) che sul poker aveva presentato un emendamento per lo slittamento del regolamento sul poker live

CONFERMATI. Tra i politici che invece restano c’è l’ormai celebre Domenico Scilipoti del Pdl, che aveva presentato una proposta per l’apertura di nuove case da gioco al Nord e al Sud Italia;

Ignazio Marino del Pd, sostenitore della campagna sui Lea;

Pietro Grasso (Pd), procuratore antimafia da sempre attento al legame tra la criminalità organizzata e il mondo del gioco

Massimo Garavaglia della Lega, per il quale occorre dare maggiori poteri ai comuni in materia di gioco

Giacomo Stucchi (LnP) favorevole all’apertura di nuovi casinò in Italia.

Gabriele Albertini, favorevole a una regolamentazione più ampia del settore a favore dello Stato e dei giocatori

Mario Mauro (Pdl), che più volte ha richiamato l’attenzione in particolare sul Libro Verde

Benedetto Della Vedova (Lista Monti) contrario alla pubblicità sul gioco.

Michela Vittoria Brambilla (Pdl) favorevole ad aprire casinò negli hotel a cinque stelle di lusso.

Confermati anche Anna Margherita Miotto, Giancarlo Galan, attento al settore ippica, e l’ex sottosegretario ai giochi Alberto Giorgetti.

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