Cresce la Black List di AAMS: sono 2980 i siti illegali oscurati dal 2006

Dal 24 febbraio del 2006 sono passati 5 anni, 60 mesi esatti dal giorno in cui i Monopoli di Stato hanno posto la loro attenzione sul mondo del gioco online illegale dando il via alla ormai celebre operazione <Black List>. In pratica AAMS, a partire da quella data, ha deciso di dichiarare guerra ai siti di giochi e di scommesse non autorizzati, provvedendo, in caso di inadempimenti burocratici, al loro oscuramento.

Durante il primissimo periodo di controllo vennero oscurati 500 siti, in maggior parte dedicati al comparto Poker con particolare riferimento ai tornei di Texas Hold’em. In questo modo – hanno spiegato i funzionari AAMS – si sono voluti tutelare gli scommettitori italiani, concedendo loro la possibilità di giocare il più esclusivamente possibile all’interno di siti autorizzati, cioè provvisti di regolare licenza certificata dai Monopoli di Stato.

Nell’arco degli anni il numero degli <oscuramenti> è cresciuto notevolmente ed oggi sfiora quota 3.000. L’effetto della Black List, a distanza di anni, sta dando i suoi frutti. La politica dell’oscuramento, che ai suoi esordi era stata criticata su più fronti, ha portato ad un duplice risultato. Da una parte AAMS è riuscita a recuperare ingenti somme di denaro sottratte al gioco illegale mentre dall’altra si è assistito ad un notevole incremento di siti di giochi online registrati con regolare licenza.

A veder bene a beneficiarne, oltre le casse dello Stato, sono i giocatori stessi, posti in un contesto di maggior tutela. La <Lista Nera> rimane comunque in continua evoluzione. <Nel 2005, quindi prima che i siti stranieri venissero oscurati – si legge all’interno del sito dell’Agenzia di stampa Agicoscommesse – la raccolta del gioco online era ferma sui 305 milioni di euro. Già nel 2007 era arrivata a 884 milioni (+190 per cento rispetto al 2005), nel 2008 superò il miliardo (1069 milioni), nel 2009 i due miliardi di euro (2,3 miliardi), fino ad arrivare al 2010 anno in cui gli incassi sono arrivati a 3,1 miliardi>.

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