Concessioni Slot e VLT: tre nuove società partecipano al bando

 

Oltre alle 10 dieci società concessionarie storiche, sono altre tre le compagnie che hanno presentato un’offerta economica per concorrere al bando di riguardante Newslot e Videolotterie pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea nell’agosto scorso: si tratta di Intralot, di Merkur Win e di un consorzio unito di gestori.[adsenseyu4]

Come accade per le aziende che già possiedono e concedono i servizi di un proprio parco macchine che può raggiungere – come nel caso di Bplus – i 97mila terminali tra Slot e VLT, anche le tre new entries avrebbero inizialmente chiesto in fase di presentazione delle domande, una dotazione minima di 5mila slot e 350 videolotteries, a testimonianza di un crescente interesse per i più remunerativi apparecchi di ultima generazione.

Grazie a questo nuovo interessamento all’adesione al bando si potrebbe andare a rimpolpare la previsione di introito iniziale stimata dal Governo. Le concessioni, che ricordiamo hanno una durata di 9 anni sono “costate” ad ogni aggiudicatario un gettone di 100 euro per ogni Newslot (dotazione minima 5mila macchine) e di ben 15mila euro per ogni terminale VLT (dotazione minima di 350).

Secondo quanto preventivato dal Governo le entrare erariali potrebbero salire a quota 135 milioni, dei quali 35 provenienti dai vecchi concessionari che stanno versando le rate del totale dovuto allo Stato e 100 provenienti dall’allargamento della rete di società partecipanti, che, comunque, devono soddisfare dei requisiti economici minimi.

Il bando di gara, per effetto della Legge di Stabilità 2010, prevede che i soggetti aggiudicatari al momento della stipula della convenzione, debbano garantire un capitale sociale di almeno 1 milione di euro, garantire la gestione di almeno 2.500 terminali ed aver prodotto un fatturato medio dell’ultimo biennio non inferiore ai 30 milione di euro (10 milioni per gli operatori di gioco).

Le società, che in questi mesi, hanno dovuto ricorrere a diverse forme di finanziamenti esterni per poter concorrere all’acquisizione delle macchine, hanno sempre considerato eccessivamente restrittive le clausole imposte dallo Stato, tanto da presentarsi di fronte al Tar del  Lazio e “costringere” lo Stato a non applicare tali clausole fino al giorno della sentenza.

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