A Moena (Bs) e Predazzo (Tn) doppio caso legale tra Comune e gestori di locali di gioco

Continuano un po’ in tutta Italia le “battaglie” legali tra enti locali e gestori di locali pubblici nei quali è possibile giocare con gli apparecchi da intrattenimento, newslot e videolottery.
Il doppio fronte di questi giorni riguarda una sala da gioco di Moena in provincia di Brescia ed un punto gioco di Predazzo, in provincia di Trento, dove è scoppiato un nuovo caso legale.

Per quanto riguarda la prima situazione, il Tar Lombardia – Sezione di Brescia – ha accolto il ricorso della Sala di Moena cui il Questore aveva negato la licenza per l’esercizio e la raccolta attraverso videolotterie all’interno di un punto vendita già attivo.

Il contenzioso era sorto dal momento in cui il comune di Brescia – come si legge dagli atti – aveva addotto a giustificazione del divieto il crescente numero di richieste di aperture di sale giochi sul territorio comunale, l’esigenza di salvaguardare il principio di sostenibilità in alcune zone del centro (e nelle zone soggette a progetti di riqualificazione) e la necessità di tutelare alcune fasce a rischio dipendenza dal gioco come i minori”.

Per i giudici però, “l’eccezione è infondata poichè l’atto deliberativo (ordinamento comunale) difetta di riferimenti ad indicatori statistici e dati numerici sui fenomeni descritti”.

Per quanto riguarda il secondo “caso”, a fronteggiarsi sono da una parte i titolari di un esercizio commerciale, dall’altra il Comune di Predazzo, che a gennaio scorso ha varato un nuovo regolamento sull’installazione di apparecchi da intrattenimento.

L’idea perseguita è sempre la stessa: salvaguardare almeno i luoghi sensibili, tra cui, in questo caso, anche la stazione degli autobus frequentata ogni giorno da centinaia di persone tra cui molti studenti. I titolari del locale hanno chiesto al Comune una licenza per l’apertura di una sala giochi in una nuova area del locale.

L’Amministrazione ha sempre parlato, però, di una richiesta “non completa” che ha portato, alla fine, al respingimento dell’istanza. Ora i titolari del locale hanno presentato ricorso al TAR contro la decisione del Comune.

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